NEA Carpininana

NEA Carpininana è un'associazione per la promozione turistico-culturale del territorio. Essa si occupa in particolare della promozione e della valorizzazione dei beni artistici e culturali presenti sul territorio anche attraverso l'organizzazione di visite guidate.

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La Cripta bizantina di Santa Cristina

La cripta bizantina di Santa Cristina a Carpignano Salentino è uno dei monumenti più importanti della bizantinità rupestre dell'intera Italia meridionale, sicuramente il più notevole fra tutti quelli presenti nel Salento che attestano la presenza in questa terra del rito orientale. Essa costituisce un punto di partenza per chiunque sia interessato all'arte iconografica bizantina e in particolare alla produzione pittorica dei secoli X-XI, cioè del periodo della cosiddetta seconda colonizzazione. L'interesse degli studiosi intorno al programma iconografico della cripta di S. Cristina è stato vivissimo sin dalla fine del secolo XIX, in quanto la cripta permette di vedere, riuniti in un unico invaso, gli affreschi datati più antichi fra gli insediamenti rupestri del Basso Salento. Ma la straordinarietà del monumento risiede nel fatto che esso conserva - caso unico nel Meridione d'Italia - le iscrizioni dedicatorie recanti i nomi dei committenti, le firme degli artisti e la datazione precisa al mese delle opere pittoriche.

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Trittico di Eustacchio 1020 - 2020

In onore dei mille anni dell'affresco abbiamo deciso di promuovere una campagna di raccolta fondi per la sua salvaguardia.

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Carpignano Salentino

Oggi Carpignano è un tranquillo paese del Salento e uno dei dieci Comuni della Grecìa Salentina, a circa 25 km da Lecce e a circa 14 da Otranto. Conta quasi quattromila abitanti, inclusa la frazione di Serrano. Il paese ha avuto un passato illustre, di cui restano i segni sul territorio chiaramente visibili per chi abbia la pazienza e la voglia di scoprirli.
Non è noto a quando risalgano le origini di Carpignano né è noto - come afferma E. Bandiera - quando gli abitanti sparsi nei vari insediamenti ebbero coscienza di appartenere ad un unico nucleo abitativo.
La presenza umana sul territorio è comunque molto antica e proprio di recente è stata attestata scientificamente dalla scoperta nel centro storico di due tombe a grotticella risalenti alla seconda metà del V millennio a.C.).
I primi insediamenti probabilmente appartengono a quella che si chiama "civiltà rupestre", che vide l'uso delle grotte come luoghi abitativi, di lavoro e di culto. Tali insediamenti in grotte erano un modo di abitare che la gente del luogo aveva "scelto" in base alle caratteristiche morfologiche del territorio. Non furono quindi i monaci bizantini in fuga dall'iconoclastia a scavarli, ma essi si integrarono nel modo di abitare della popolazione locale.