1 – Trittico di Teofilatto
2 – Gruppo di Eustazio
3 – Santi Teodoro Studita, Nicola e Cristina
4 – Santa Cristina
5 – Santa Caterina (?) e Santa Cristina
6 – Epitaffio di Stratigùlis
 
Gli affreschi

È singolare la coincidenza cronologica fra gli eventi storici e la realizzazione delle opere pittoriche nella cripta di Santa Cristina. Lo strato di intonaco più antico, emerso dopo i restauri del 1999 sotto l'affresco di Teofilatto, risalirebbe infatti proprio al secolo IX che vede l'inizio della cosiddetta seconda dominazione bizantina. L'ultimo importante affresco data invece proprio tra il 1055 e il 1075, periodo in cui, con l'ingresso a Bari di Roberto il Guiscardo, i Normanni succederanno ai Bizantini nel dominio del Sud Italia.
Ma il motivo per cui la cripta è considerata uno dei monumenti più importanti della bizantinità rupestre del Meridione è il fatto che conserva affreschi con datazioni scritte precise al mese e con la firma dei pittori che li hanno eseguiti, evento assolutamente eccezionale nell'intera realtà delle cripte bizantine del Mezzogiorno.
Sull'intero ciclo pittorico, uno dei più cospicui e dei meglio conservati del Salento, spiccano per importanza l'Annunciazione e il Cristo Pantocratore del pittore Teofilatto, che data al mese di maggio del 959; il trittico del pittore Eustazio, del mese di maggio del 1020; l'affresco del pittore Costantino del 1054–1055; i dipinti della tomba ad arcosolio (datati tra il 1055 e il 1075), che conserva il tenerissimo epitaffio, noto come iscrizione di Stratigulis. Il testo è in dodecasillabi bizantini e potrebbe trattarsi della più antica iscrizione funeraria bizantina in versi dell'intero Mediterraneo.