COSA VEDERE A CARPIGNANO

Arrivando a Carpignano dalla provinciale Martano-Otranto, si incontra subito lo splendido palazzo Chironi in stile moresco, costruito a fine Ottocento al posto dell'antica torre del castello.
Proseguendo su Via Roma, il Palazzo Ducale mostra ancora i segni dei successivi rifacimenti: sulla facciata, nella parte più prossima a Palazzo Chironi, si può vedere l'arme dei del Balzo, suoi più antichi signori, mentre sul portale c'è lo stemma dei Ghezzi, ultimi duchi di Carpignano.
Ancora su via Roma, la strada centrale del centro storico, si possono ammirare la Chiesa Matrice con il suo mosaico pavimentale (XIX secolo) e col Battistero, voluto dai baroni Personè nel 1594; palazzo Spiri-Orlandi, con la deliziosa loggetta coperta che dà su questa strada, un tempo appunto via Nicola Spiri.
Proseguendo per l'attuale via Pasquale Pasca, il Palazzo Mortari-Libetta sembra voler gareggiare per la bellezza dei suoi balconi con il prospiciente palazzo Orlandi e, sempre sulle stessa strada, sorge Palazzo Pasca, recentemente ristrutturato.
Svoltando due volte a sinistra da via Pasca, si arriva in via Giudeca, dove tra le varie abitazioni di antico impianto, spicca quella dei Ruggeri al civico 48. Sull'architrave della porta d'ingresso sono visibili l'iscrizione "Thau me signasti" e l'arme della famiglia.
Percorrendo fino in fondo via Giudeca, sulla quale affaccia anche la cappella della Madonna del Carmine (secolo XVIII), si giunge in piazza Duca d'Aosta dove si possono ammirare i basamenti dell'antica porta monumentale di accesso al paese (periodo aragonese) e la settecentesca chiesa dell'Immacolata.
Altri palazzi e dimore di antico impianto si trovano disseminati qua e là per il centro storico, che ha conservato l'antica struttura racchiusa anticamente dalle mura (di cui è visibile un breve tratto dalla piazza, sul lato che guarda verso il Municipio) e oggi dalle due strade dette appunto extramurali (Viale Vittorio Emanuele II e Viale Cavour) anche nella toponomastica popolare locale.
Al di fuori del centro storico, in contrada Cacorzo, si possono ammirare la Torre Colombaia e il santuario di Maria SS. della Grotta. La Torre Colombaia, risalente al Quattrocento, reca sull'architrave della porta di ingresso lo stemma del Balzo-Acquaviva (un tempo presente anche sul pozzo nella corte del Palazzo Ducale), appartenenti al feudatario Bernardino del Balzo e alla moglie Isabella Acquaviva. Accanto allo stemma principale sono poi replicate le armi dei del Balzo. La costruzione è imponente e ancora in buone condizioni ed è la più grande dell'intera Terra d'Otranto. La funzione delle torri colombaie, oltre a quella di allevare il piccione torraiolo per le comunicazioni, era anche quella di impiegare la colombina, il letame prodotto dai piccioni, sia per scopi agricoli, sia per la concia delle pelli.
Il santuario di Maria SS. della Grotta è il santuario mariano più grande dell'Archidiocesi di Otranto, ancora oggi meta di pellegrinaggio dai paesi vicini in occasione della solenne festa del 2 luglio in onore della Vergine. L'edificio sorge sull'antica chiesa-cripta dedicata a San Giovanni Battista (detta anticamente San Giovanni di Cacorzo e oggi accessibile dal transetto) ed è stato ultimato nel 1575, come si legge dalla data incisa sul cornicione finale. Il portale ovest e quello nord datano rispettivamente 1579 e 1585.
Ma la testimonianza più antica della presenza umana a Carpignano è la sepoltura a grotticella risalente alla seconda metà del V millennio a.C., rinvenuta in maniera fortuita durante i lavori di ristrutturazione di una casa nel centro storico in via Pasquale Pasca. L'aspetto che la sepoltura aveva al momento della scoperta è stato fedelmente riprodotto dal calco oggi visibile nella Biblioteca Comunale di Carpignano. Oltre ai resti dell'individuo sepolto per ultimo (denominato individuo A, un uomo adulto di circa 161 cm di statura, deposto sul fondo della grotticella appoggiato su un fianco), la tomba ha restituito i resti di almeno altri sei individui, oltre a quelli faunistici e botanici.
Testimonianza dell'assidua presenza umana nell'habitat rurale, sono invece le masserie, fulcro dell'economia agricola per intere generazioni. Le masserie sono complessi abitativi costituiti da numerosi vani, alcuni destinati alle abitazioni, altri al lavoro (stalle, depositi, fienili, ovili, ecc). Tale struttura si spiega tenendo conto che l'organizzazione del lavoro era basata sul contemporaneo esercizio dell'allevamento e dell'agricoltura, il che rendeva necessaria la permanenza continua di più famiglie nel territorio rurale.
Tra le più significative masserie del feudo carpignanese ricordiamo: Masseria Calavaggi (torre di avvistamento del Cinquecento, ubicata sulla strada che da Carpignano portava sul litorale adriatico); Masseria Torre Pinta (torre di avvistamento, forse anteriore al Cinquecento); Masseria Torre Ruggeri (masseria fortificata con torre del XVII secolo); Masseria Mauriani (masseria fortificata con torre degli inizi del Settecento); Masseria Sciuscio (masseria fortificata con torre del Cinquecento).