CARPIGNANO SALENTINO

Oggi Carpignano è un tranquillo paese del Salento e uno dei dieci Comuni della Grecìa Salentina, a circa 25 km da Lecce e a circa 14 da Otranto. Conta quasi quattromila abitanti, inclusa la frazione di Serrano. Il paese ha avuto un passato illustre, di cui restano i segni sul territorio chiaramente visibili per chi abbia la pazienza e la voglia di scoprirli.
Non è noto a quando risalgano le origini di Carpignano né è noto - come afferma E. Bandiera - quando gli abitanti sparsi nei vari insediamenti ebbero coscienza di appartenere ad un unico nucleo abitativo.
La presenza umana sul territorio è comunque molto antica e proprio di recente è stata attestata scientificamente dalla scoperta nel centro storico di due tombe a grotticella risalenti alla seconda metà del V millennio a.C.).
I primi insediamenti probabilmente appartengono a quella che si chiama "civiltà rupestre", che vide l'uso delle grotte come luoghi abitativi, di lavoro e di culto. Tali insediamenti in grotte erano un modo di abitare che la gente del luogo aveva "scelto" in base alle caratteristiche morfologiche del territorio. Non furono quindi i monaci bizantini in fuga dall'iconoclastia a scavarli, ma essi si integrarono nel modo di abitare della popolazione locale.
A questo proposito è opportuno precisare che accanto alle abitazioni in grotta esistevano costruzioni sub divo in pietra a secco, perciò altamente deperibili, delle quali poco rimane, e anche monumentali strutture in muratura.
Presso il Museo Provinciale "S. Castromediano" di Lecce è conservata infatti un'epigrafe in lingua greca ritrovata durante la demolizione di un antico fortilizio a Carpignano. Tale epigrafe risulta di grande interesse, in quanto riporta la data di costruzione del fortilizio stesso: 1378-79. Si legge testualmente: "Fu portata a termine la costruzione di questa torre per ordine di Paolo Sulliano [o di Sogliano] e di Felice di questa terra, [nell'anno] 6886 [1378-79], indizione prima".
L'attuale centro storico viene pertanto racchiuso all'interno del circuito murario in un periodo che parte dalla data su indicata e va fino al periodo aragonese (seconda metà del XV secolo), al quale risalgono le fondamenta della porta monumentale di accesso al paese, oggi visibili in piazza. Allo stesso periodo si possono far risalire le origini di parte dell'attuale palazzo ducale presso il quale, al piano inferiore, è possibile ancora intravedere lo stemma dei potenti del Balzo, signori del paese nel XV secolo. Fu Pirro del Balzo nel 1480, in occasione della guerra di Otranto a respingere un assalto turco sotto le mura di Carpignano.
Dopo i del Balzo numerose famiglie si succedettero nella signoria del paese costruendo nel centro storico deliziosi palazzi tuttora visibili: Personè (signori di Carpignano col titolo di baroni dal 1574 al 1604), Spiri, Mortari, Orlandi, Libetta, Vincenti, Mico, Chironi.
Degna di nota è la costante presenza di una numerosa comunità ebraica della quale resta traccia nella toponomastica (via Giudeca) e in numerosi cognomi.
Ultimi signori di Carpignano furono i Ghezzi che si insediarono nel paese nel corso del 1600 col titolo di duchi e ai quali si deve l'attuale aspetto del Palazzo Ducale. La loro presenza è durata fino al 1930, anno in cui lasciarono il paese trasferendosi a Lecce.
Nell'Ottocento furono abbattute le mura che circondavano il centro storico. Un tratto ne sopravvive ancora ed è visibile dalla piazza, sul lato che guarda verso il Municipio. Con l'abbattimento delle mura, fu aperto anche l'attuale corso Umberto I, che collega il paese alla provinciale Martano-Otranto. La costruzione di questo asse viario, infatti, aveva reso Carpignano periferico rispetto alle nuove vie di comunicazione. Anticamente invece la rete stradale si articolava intorno ad un antico asse viario, conosciuto come via Traiana-Costantiniana, che collegava Lecce con Otranto, passando appunto da Carpignano. Per molti secoli il paese era quindi stato uno degli snodi della vecchia rete stradale, essendo uno dei centri sicuramente più importanti del circondario, come dimostrano ancora oggi le gloriose vestigia.